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ANTICHI MESTIERI - Quadaràru (stagnino)

Quadaràru (stagnino) 

Un altro dei mestieri che un tempo era molto praticato è quello dello stagnino "stagnaru". L'artigiano aveva due luoghi di esecuzione della sua professione; nel laboratorio e nelle strade. Il lavoro consisteva nel fare le saldature a stagno per "aggiustare" vari tipi di recipienti metallici; pentole, pentoloni "quadàre, contenitori di lamiera per l'acqua da usare nelle abitazioni,  ma soprattutto nel passare o ripassare uno strato di zinco all'interno delle pentole di rame. Quest'ultima operazione era necessaria per poter utilizzare le suppellettili di rame, perché esso rilascia una sostanza tossica a contatto con gli alimenti, lo strato di zinco creava un sicuro isolante. Gli arnesi che erano usati dallo stagnino erano: delle grosse forbici per tagliare le lamiere da utilizzare per rattoppare, un ferro per fondere lo stagno ed applicarlo nei posti dove era necessario, la forma di questo arnese era più o meno quella di un martello di ferro con la parte finale del manico composta di materiale termoisolante in considerazione del fatto che la parte metallica veniva immersa nella brace incandescente, delle barrette; di una lega di stagno e piombo (per le saldature dolci) di una lega di zinco rame e piombo (per le saldature forti), dei martelli di varia dimensione per sagomare i rattoppi di lamiera. Il metodo di saldatura sfruttava la diversa fusione dei metalli, il ferro aveva la stessa funzione dei moderni saldatori per i circuiti elettrici, ma a differenza di questo era riscaldato col fuoco quindi strumento indispensabile per gli stagnini era un fornello per il fuoco, che spesso era una normale latta di quelle usate per le riserve alimentari, la latta era riempita di carbone, al quale si dava fuoco fino a ridurlo in brace.

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