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Pittore Aldo CODISPOTI

"Chi ha Dio con Sè non

è mai Solo come quando è solo"

L'altruismo, la voglia di vivere,

la tua arte inimitabile,

l'amore verso tutti,

resteranno nei nostri Cuori.

Con l'aiuto di Dio riusciremo

a sopportare il distacco

terreno ed il vuoto

che hai lasciato.

...Sei sempre al nostro fianco...

CODISPOTI ALDO

     Se qualcuno chiedesse ad un pittore in che cosa consiste la sua arte,si sentirebbe rispondere le cose più ovvie o inaspettate ma con una costante di fondo:l’opera pittorica è sempre la combinazione fra la realtà visiva in cui l’artista è immerso e l’immaginario particolare che egli elabora di questa realtà. In Aldo Codispoti c’era una territorialità riconoscibile e proclamata,una scelta di campo che non lasciava dubbi:il suo pennello rendeva conto delle immagine quotidiane e di ciò che queste immagini celavano come stratificazioni temporali . Il senso della natura era in lui a pieno respiro,non tanto per l’attenzione ai piccoli animali che popolano il paesaggio,quanto nei cieli ariosi su orizzonti che sconfinano in spazi dilatati,nelle chiome degli alberi che da quell’ariosità assorbono sostanza. Anatre e cavalli,cani e galline sono pretesti figurali entro spazi definiti e vissuti dal vivo ma slargati sul fondo come un desiderio di evasione che dura un breve momento:Aldo Codispoti sapeva di essere carne e sangue del suo paese e lo spostamento del suo occhio su interni a quinta ravvicinata ne era la prova. Era qui che si rivelava la sua linfa migliore,era qui che la sua mano riusciva a dare sapore e spessore alle cose. La composizione rivelava un suo evidente equilibrio,i piani a ribalta raccorciata,brevi ed appena distinti dal fondo fiorivano di uve,cipolle,agli,pani,mele e limoni. Bicchieri e bottiglie incuneavano leggerezza con la loro vitrea trasparenza negli impasti consistenti dal colore,mentre il panno candido illuminava improvviso il breve cono di spazio visivo. I vasi greci troneggiavano con maestà e sottile orgoglio,per un riconoscersi ,dell’Autore,discendente di quella splendida civiltà che ha prodotto gli originali. Dipinti con cura e precisione estrema staccavano sui fondi bruni come appena riconsegnati dalla storia. Monete e pennelli ritessevano i fili del tempo fra presente e passato. Il senso dell’antico,che tanta pittura ha prodotto nella storia dell’arte,era riproposto qui in chiave più terragna:l’uva,le pere,il vino,le reste secche dell’aglio,le bucce dell’arancia riportavano il tutto ad una dimensione forse più modesta,ma che, a differenza della cultura ufficiale e strombazzata ci apparteneva profondamente. Era un voler ricominciare da zero per ricucire i giorni e momenti che hanno segnato la nostra storia per darci ragione dell’accumulo di esperienze,di comportamenti,di cellule e geni che sono la sostanza di un popolo da sempre occupato e denigrasi,ceco alla bellezza del suo habitat naturale,immemore di un passato che oggi più che mai si proponeva come strada maestra da percorrere era carta vincente per il futuro. Che la storia non sia cristallo sepolto ma stratificazione continua e condizione dell’agire nel passato che ancora una volta ce lo ricordavano gli acquerelli che Codispoti dedicava a cedute del centro storico:”a vota j Spulitrinu”,i portali malinconici rimasti a guardia di “vagghj” ormai devastati,porte chiuse,sigillate da silenzi troppo lunghi. La cura amorosa con cui l’Artista rendeva ragione a ogni pietra,ad ogni spazio dell’abbandono faceva riflettere:la civiltà di un paese non si misura dalla quantità di un cemento ma anche e soprattutto dal rispetto per l’esistente e dal senso alto della sua memoria storica. Anna Cotrone Russano

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