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STEMMA STRONGOLI

Gonfalone

     "...Petelia, come tutte le città del tempo, non ebbe stemma proprio e, città federata prima e Municipio Romano dopo, dovette certamente usare nelle insegne l'Aquila Romana. Solo nel 1100 comincia l'adozione degli stemmi in Europa, ed in epoca non accertabile Strongoli si ebbe il suo.

     Lo stemma originario lo abbiamo rilevato da un'antica carta geografica del Regno di Napoli del 1700 (Archivio Pignatelli), che riportiamo nelle illustrazioni ( vedi foto 1). Se ne ha conferma nel catasto onciario di Strongoli, che si conserva nel R. Archivio di Napoli (volume 7010, del 1741). Esso rappresenta cinque monti in fiamme a simboleggiare i cinque cumuli ai quali i Petelini diedero fuoco prima di cedere ad Annibale la città e, secondo altri, raffigurerebbe le cinque distruzioni subite. Nei sugelli del citato catasto onciario, intorno allo scudo, vi è la dicitura molto esplicita Urbs Petiliae Nunc Strongoli. Lo stemma è riportato pure dallo Ughelli a pag. 516 della sua "Italia Sacra" ( Tom. VIII, 1721), citato da Giuseppe Maria Alfano in "Descrizione del Regno di Napoli" 1725, e lo troviamo impresso sul marmo dell'altare di S. Maria del Capo nella cappella gentilizia dei Pignatelli,  all'interno della Cattedrale di Strongoli; altare fatto costruire nel 1687 dal feudatario Domenico  (Ved. Pratt. n. 332, Arch. Pignatelli Strongoli).

     Il precedente stemma usato, era una modificazione dell'antico  e rimonta all'epoca nella quale il palazzo del vescovo fu adattato a sede municipale. Questo, e conveniamo col dottor Alessandro Trombetta, in una modifica a carattere geniale, fonde le vicende della storia sventurata e luminosa della città; un cane starebbe a testimoniare la sua tenace fedeltà; le fiamme il ricordo del nobile sacrificio compiuto dai petelini nel bruciare la città prima di consegnarla ad Annibale e le varie torri con le stelle starebbero a significare che essa risorse più salda e bella dalle sue rovine, guidata dagli astri per le vie dolorose del suo destino. (vedi foto n.3)

     "...Il vero suo stemma però deve ritenersi il primo accennato (vedi foto n. 1). Può così blasonarsi: d'argento al monte di cinque cime di verde, fiammeggianti di rosso. Se Strongoli avesse una popolazione agglomerata  nel capoluogo non minore di 10 mila abitanti, per effetto dell'articolo 45 della legislazione nobiliare vigente, potrebbe aggiungere allo stemma la corona di città così formata: Turrita, con cerchio d'oro aperto da otto pusterle (5 visibili), riunite da cortine di muro, il tutto di oro e murato di nero. (vedi foto n.2). Poichè non ha una tale popolazione le si riconosce la corona di Comune, formata di un cerchio aperto di 4 pusterle (3 visibili) con due cordonate a muro, sui margini, sostenente una cinta aperta da sedici porte (9 visibili) ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, ed il tutto di argento e murato di nero..." (A.Vaccaro: FIDELIS PETILIA)

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