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SINTESI DELLE VICENDE STORICHE E FEUDALI DI STRONGOLI

SINTESI DELLE VICENDE STORICHE E FEUDALI DI STRONGOLI

Prof. A. Pesaventi - foto di Gianni Bova

Strongoli da “Strongylon, quodest mons in girum flatus” (1), sorge sui resti dell’antica Petelia, città antichissima, distrutta dai Saraceni nel decimo secolo (2).

Terra murata, dominante la foce e la bassa valle del Neto, durante il periodo normanno è sede vescovile, dipendente dal metropolitano di Santa Severina.

Con l’imperatore Federico II “civica Stronguli” gode la condizione demaniale. Perso lo stato demaniale con gli Angioini, si ribellò sotto la guida di Fiore de Alterius, partigiano di Corradino.

Divenuto feudo di Henrico de Cunilla o Cimillis e poi di Henrico Girardo (3), si liberò durante la guerra del Vespo e cacciò gli Angioini in favore di Pietro d’Aragona. Carlo II la concesse ad Americo de Possiaco ma nel 1296 lo stesso re promise lo stato demaniale se fosse ritornata dalla sua parte.

Ritornata agli Angioini, la condizione demaniale è riconfermata l’anno dopo. Poco dopo è in feudo alla vedova Isabella de Possiaco (1301-1306), ma poi ritornò al demanio regio con la condizione di versare un’annua pensione in once d’oro a Guglielmo di Eboli (4).

Nel 1349 pervenne a Ruggero Sanseverino. Ai Sanseverino rimase fino al 1390, anno in cui Ladislao di Durazzo la concesse al marchese di Crotone Nicolò Ruffo.

Schieratosi il Ruffo con Luigi II d’Angiò, 1402 è assediata e saccheggiata dalle truppe di Ladislao (5) che la infeudò a Giacomo Gargano. La concessione fu riconfermata da Giovanni II (6).

Nel 1417 ricompare in dominio dei Sanseverino (7) e ad essi rimase anche nei primi decenni aragonesi.

Durante il periodo aragonese costituito e ricostruito il castello nella forma attuale.

Per proteggere il litorale ionico da una possibile invasione del Centelles e dei Veneziani, re Alfonso nel luglio 1447 ordina di fortificare il castello di Melissa e Crotone e di custodire con armati tutti gli altri castelli vicini (8).

Il potenziamento delle strutture difensive proseguì con il pericolo turco.

Geronimo Sanseverino, principe di Bisignano e feudatario di Strongoli, fu uno dei principali protagonisti della congiura dei Baroni (1485-1487) (9). La città fu assediata e saccheggiata dall’esercito di Ferdinando che la fece poi amministrare dalla Regia Corte (10). Negli ultimi anni del Quattrocento il castello fa parte del sistema difensivo pronto a resistere alla imminente discesa dell’esercito di Carlo VIII (11) ma ben presto passa ai ribelli e ai Francesi (12).

Ritornato a Bernardino Sanseverino nel 1499 (13) passò ai Francesi  durante la guerra franco-spagnola.

Disarmato il castello come tutti quelle della zona del re Cattolico, il riaffacciarsi del periodo turco ripropose ben presto il problema della difesa della città e del castello.

Nella seconda metà del Cinquecento il vescovo Timoteo Giustiniani (1567-1571) fortificò la città con quattro torri (14), opera completata dai successivi (15). Sempre in questi anni le mura cittadine sono potenziate con l’introduzione del bastione nella parte più esposta e presso la marina veniva costruita la torre di Limara (16).

Ciò non impedì il saccheggio della città da parte dei Turchi nell’estate 1594 (17).

Pochi anni dopo, nel 1605, il feudo spopolato e distrutto passava dai Sanseverino ai Capitelli. Annibale Campitelli ebbe nel 1620 il titolo di principe di Strongoli; titolo e feudo passarono a Francesco e  alla sua morte, avvenuta nel 1668, al nipote Domenico Pignatelli (18) al quale seguì Hyeronimo e poi Ferdinando. Il 29 luglio 1806 le truppe francesi del Reynier assalirono la città, la cui popolazione si era ribellata e non voleva aprire le porte. Messa a ferro e fuoco l’abitato, si liberarono anche alcuni prigionieri polacchi, che rinchiusi dai briganti nel castello erano di continuo minacciati di morte.

EVOLUZIONE DEL CENTRO STORICO DI STRONGOLI

Strongoli deriva da un toponimo greco-bizzantino e indica un abitato circondato da mura di forma circolare.

Questo tessuto urbano è ancora ben visibile all’interno del centro storico nella località comunemente detta la “motta”, ossia castello, in posizione elevata.

Il nome e la struttura ci riportano all’origine alto-medievale della città, molto probabilmente alla fine del decimo secolo.

Tra il Tredicesimo ed il quindicesimo secolo Strongoli si ampliò con nuove mura e si ristrutturò tra i nuovi poli della cattedrale e del castello, situati agli antipodi.

In questo periodo si insediò una folta comunità ebraica, testimoniata nei primi anni aragonesi, che dette vita al quartiere della “Giudecca”.

Da ultimo la ristrutturazione delle mura cittadine, avvenuta alla metà del Cinquecento, portò alla formazione del nuovo quartiere detto il “Bastione”.

LA CITTA’ A META’ DEL SEICENTO

Si entra dalla porta Maggiore nei pressi del quale, in alto sulle mura, c’è una cassetta che serve per guardiana.

Passata la porta si giunge alla piazza dove risiede il capitano. La piazza è al centro dell’asse viario che congiunge la cattedrale e il castello.

Nei pressi del castello sorgono i magazzini del principe ed alcune case palaziate, con membri superiori e inferiore con molte stanze, abitate dal barone di Rocca di Neto, dal fratello del principe, dal medico fisico ecc.

Dalla piazza, costeggiando le mura si va verso S. Leo. Vi sono una bottega “lorda”, una bucceria e una torre  inabitata perché cadente. Tra la piazza e la cattedrale si apre l’antica porta medievale della “Portella”,ora usata come porta secondaria di soccorso.

La strada della Giudecca vi sono alcune botteghe di mercieria e di sartore. Un’altra via della chiesa di S. Stefano va verso “li cavatini”.

All’interno delle mura ci sono otto chiese o oratori (S. Giovanni Battista, S, Stefano, S. Giacomo, S. Anna, S. Francesco di Paolo, SS. Trinità, S. Maria ab Angelo Annunziata e S. Maria della Sanità e S. Giorgio), delle quali cinque hanno annesso il titolo di beneficio semplice, tre sono di libera collazione e due sono di patronato dei laici.

Presso l’antica cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, unica parrocchia della città, ci sono il campanile ed il palazzo vescovile.

Un ospedale sorge accanto alla chiesa di S. Maria della Sanità.

Fuori le mura ci sono quattro conventi:

1)      Convento domenicano fondato presso la chiesa di S. Maria della Greca poi de Catholica nel 1573.

2)      Convento di S. Francesco, dei Cappuccini, fondato nel 1614.

3)     Convento di S. Maria delle Grazie presso la chiesa omonima in loc.”Planetis”. Fondata all’inizio del Cinquecento dai terziari passò nel 1511 ai conventuali di S. Francesco.

4)      Convento di S. Maria del Popolo fondato dagli Agostiniani Zumpani nel 1598-99.

5)      La città conta circa tremila abitanti.

 

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