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Chiesa della SS.ma Annunziata

Chiesa della SS.ma Annunziata

La chiesa compare già alla fine del Cinquecento. Essa è una delle tre chiese non parrocchiali, poste all’interno delle mura, segnalata dal vescovo Claudio Vico (1590 – 1600) nelle sue relazioni. Secondo il vescovo dentro la chiesa fu fondata nel 1593, col suo consenso e coll’assenso e la concessione riservati all’autorità apostolica, la confraternita detta dei Morti, che aveva il compito di raccogliere le elemosine per i poveri e di seppellire i morti72. Sempre in questi anni, nel maggio 1596, le rendite della chiesa, valutate in 22 ducati annui, erano concesse al chierico Colasancto Sando73. La chiesa, che si reggeva su un beneficio semplice sotto il titolo dell’Annunciazione di Beata Maria e di San Geronimo, alla metà del Seicento minacciava rovina, in quanto le pareti ed il tetto dovevano essere riparate. Dopo che più volte il vescovo Carlo Diotallevi (1639 – 1652) aveva ingiunto e comandato al possessore del beneficio, il reverendo Luca Antonio Febronio, residente a Roma, di porre riparo alla costruzione74, finalmente ottenne nel 1647 il rilascio del beneficio in favore del cantore della cattedrale il reverendo Ferdinando Caparra75, previo la concessione di un’annua pensione sulle entrate del beneficio76. Nella seconda metà del Seicento, tra il 1664 ed 1675, fu eretta nella chiesa una confraternita laica sotto il titolo dell’Annunciazione. La chiesa e la confraternita sono presenti per tutto il Settecento77.


NOTE

72. Rel. Lim. Strongulen., 1797.

73. Russo F., Regesto, 25134.

74. Rel. Lim. Strongulen., 1643,1646.

75. Rel. Lim. Strongulen., 1649.

76. Russo F., Regesto, 35333, 35334.

77. Rel. Lim. Strongulen., 1747,1797.

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