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1914 - 1918 ELEZIONI COMUNALI

     Indette per la primavera del 1914 le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale, si assicurano i maggiori suffragi: il farmacista Alessandro Trombetta, Attilio Crisopulli, Luigi Fazia, Arrigo Arrighi, l'avv. Nicola Capozza (vedi foto), il dott. Giuseppe Pelaggi (vedi foto), il farmacista Giacinto Pelaggi, Alfredo Garritani, Felice Sculco, l'avvocato Pietro Sculco, Domenico Siniscalco, Vincenzo Greco, Michele Alvigi, Vincenzo Romano, Giuseppe Varrina, Giuseppe Golia, l'agronomo Antonio Pucciarelli (vedi foto), Francesco gallo, Bruno Cappa e Saverio Falvo.

    Si procede quindi alle elezioni di Giunta e Sindaco: il 6 luglio, per il quadriennio 1914-1918 e con 16 voti vengono eletti a capo dell'amministrazione l'avv. Nicola Capozza, assessori effettivi Luigi Fazia, Antonio Pucciarelli, Arrigo Arrighi e Attilio Crisopulli, ed assessori supplenti Michele Alvigi e Vincenzo Romano. 

     Intanto e precedentemente nella seduta consiliare del 20 marzo, sindaco Trombetta, aveva il consenso deliberato al bilancio 1914 variazioni tanto in entrata quanto in uscita, dovute alla previsione d'intuito do 4000 lire dovute da privati per occupazione di suoli comunali destinati alla edificazione nella contrada Fuoriporta (di Terra) -  (oggi Corso Biagio Miraglia), laddove si espanderà il nuovo abitato, introito interamente destinato alla costruzione di strade nel nascente agglomerato urbano, e alla previsione d'uscita di 100 lire destinate a compensare le persone chiamate ad esercitare le funzioni di P.M. di Pretura. Pure nella stessa seduta venivano deliberati aumenti di stipendio all'insegnante Michele Bilotti (di L. 100)-(vedi foto) e ai medici condotti Roberto Bruni e Giuseppe Chiarotti (da L. 1.200 a L. 1.550), autorizzati L'avvio delle pratiche per l'istallazione di una gru allo scalo ferroviario, del telefono e l'acquisto di un pubblico orologio (vedi foto - da pagarsi ratealmente), fissato in 600 il numero delle famiglie povere aventi diritto alle cure gratuite.

     Con l'elezioni dell'avv. Capozza a Sindaco è lo schieramento moderato cattolico che assume la responsabilità del governo del paese per tutto il tempo di durata del conflitto mondiale e che gli vede contrapposti il gruppo capeggiato dal farmacista trombetta del quale fanno parte Domenico Siniscalco, Vincenzo Greco e Felice Sculco che pure disertano la seduta consiliare destinata alle elezioni del Sindaco.

     Importanti i deliberati adottati dal Consiglio dopo la pausa estiva, alla ripresa dei lavori, tra il 9 novembre e l'8 dicembre e fino all'inizio dell'anno appresso: mantenomento della scelta di contrada pianetti per la costruzione del Cimitero (vedi foto), incarico di progettazione dell'edificio scolastico in località Fuori Porta di Terra e del Cimitero all'ing. Luigi Fazia di Salvatore, e della fognatura all'ing. Rocca, istituzione dell'asilo d'Infazia secondo la proposta del consigliere avv. Pelaggi, trasformazione in elettrica della illuminazione a petrolio esistente, nomina a levatrice condotta della signora papatola Rebbecca maritata Mastellone nata a Napoli il 9-7-1896 diplomata presso la R. Università di Napoli il 23 luglio 1913.

     Approvato il bilaccio dell'anno 1915 con previsione alla pari in attivo e passivo di L. 111.810,56 nella seduta del 19 febbraio, il 12 giugno in seconda convocazione e presenti soltanto 3 consiglieri delibera il Consiglio la concessione di un sussidio di L. 300 alle famiglie bisognose dei militari richiamati alle armi come deciso da tutti i comuni del regno, e un compenso straordinario al v. segretario Sculco a all'amanuense Francesco Gallo per i lavori straordinari ai quali si sono dovuti sobbarcare dopo la mobilitazione generale e il richiamo alle armi dell'amanuense Giovanni Cortese.

     E' il 24-5-1915 quando ha inizio la grande guerra dell'Italia combattuta fino al 4 novembre del 1918 e durante la quale pure Strongoli ebbe a dare il suo generoso contributo di sangue con(vedi scheda).

     Anni di guerra, e pure di sofferenza e di disagi di ogni genere anche per le popolazioni urbane non direttamente coinvolte, non di rado determinati da profittatori e accaparratori, come si evidenzia dal deliberato del Consiglio comunale del 25-2-1916 che vale la pena di riportare integralmente: " Il Consiglio, notando che i prezzi dei diversi generi sono già molto elevati e che di giorno in giorno aumentano senza che si possa riscontrare plausibile spiegazione pel continuo e repentino aumento, notando che qui è scarso l'effetto della concorrenza pel numero limitato dei negozianti, talchè viene quasi eliminato il benefico effetto che una vera concorrenza suole portare a far ribassare naturalmente e automaticamente i prezzi; visto che tale stato di cose rende sempre più difficile la vita e che per suddette ragioni non vi è altro rimedio per frenare gli abusi all'infuori dell'intervento coattivo dell'amministrazione delibera di imporre il calmiere sui seguenti generi: pane, carne, vino, pesce, olio, grasso, pasta (lunga e minuta), grano, petrolio, riso, patate, legumi, formaggi, ricotte, latte, verdure, agrumi, sapone, baccalare, zucchero, caffè, carbone e salame.

     Delega la Giunta comunale per fissare i prezzi assieme ad una commissione annonaria composta da Trombetta farmacista Alessandro, Falvo Saverio, Golia Giuseppe".

     E' con questo deliberato che si interrompono, per lo stato di guerra, i lavori del Consiglio Comunale di Strongoli, che riprenderanno soltanto a conflitto concluso dopo le elezioni del 5 gennaio 1921.

Dopo guerra

     Anni di forte tensione ed agitazione in Calabria e pure a Strongoli quelle che seguono la fine del conflitto mondiale che sfociano anche sotto la spinta della grave crisi economica, che aveva già provocato la rovina di tante famiglie, il carovita, la speculazione, nell'occupazione di terre spesso incolte di ricci latifondisti da parte di contadini ed ex combattenti delusi per le promesse fatte e non mantenute dal Governo ( A quel tempo non esistevano a Strongoli partiti politici veri e propri, aggregati come erano, invece, operai e contadini, in società di mutuo soccorso e società operaie.); nel 1920 a Strongoli  nella tenuta Pizzuta di Giunti invasa da 200 contadini provocando la protesta del barone e quindi dietro sollecitazione del prefetto, l'invio di un nutrito contigente di truppe, a seguito di che il sindaco Trombetta il 10-11-1920 telegrafa direttamente al presidente del Consiglio Giolitti:  "Per questa laboriosa popolazione dibattendesi ancora fra nuove esigenze sociali e funestata dominio latifondo protesto vivamente che forza armata impedisce

    

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