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A MADONNEDDRA I RA MOTTA

PROGETTO “CONOSCERE IL TERRITORIO”

– CENSIMENTO DELLE  EDICOLE  SACRE –

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A  MADONNEDDRA  I  RA  MOTTA

(La Madonnella della Motta)

Prima edicola

La presenza diffusa di edifici sacri conferisce al territorio una forte connotazione religiosa ed offre, altresì, l'opportunità di una lettura più ampia che investe l'ambito storico, artistico, sociologico.

L'immagine sacra della Vergine, riprodotta a ridosso dell’ edicola, accoglie il viandante. Una iscrizione lo invita a rivolgere una preghiera alla Madonna col Bambino. L'affresco,  a firma di Rosaria Adamo, autrice dell'importante ciclo pittorico di Strongoli, è tra i più antichi ancora presenti all'interno di edicole sacre e maestà del territorio comunale di Strongoli.

L’Edicola è stata restaurata di recente, grazie all'opera meritoria dei devoti del rione.

La Madonna con il Bambino è sicuramente il soggetto maggiormente rappresentato dalla religiosità popolare nella pittura. Tra i dipinti di Rosaria Adamo  si segnalano quelli della Chiesetta della Catena, la Madonneddra di Viddràrivu, salita di Santa Maria delle Grazie, e anche di case private. 

Troppo poco si è fatto per la tutela di un patrimonio, a lungo ed erroneamente considerato minore. Infatti le immagini più distanti dai centri abitati sono maggiormente soggette ad atti di vandalismo e di inciviltà. Non mancano tuttavia, oltre agli esempi di cui abbiamo riferito, lodevoli iniziative di tutela da parte di privati cittadini o di comitati spontanei.

I tracciati viari, pressoché naturali e pertanto rispettosi dei caratteri morfologici del terreno, erano segnati da caratteristiche siepi, alberature a querce, muretti a secco e da non frequenti e povere testimonianze religiose costituite da edicole o da nicchie con immagini.

Questi piccoli manufatti stavano a significare la spiritualità diffusa tra la nostra popolazione che desiderava una vita protetta dalla sacralità delle immagini e dei simboli devozionali.

Tali manufatti possono essere distinti in due tipi:
–  edicole propriamente dette, perché piccole costruzioni isolate in muratura realizzate lungo le strade di comunicazione o in corrispondenza dei crocevia;
  nicchie con immagini sacre ricavate nelle murature dei fabbricati prospicienti le strade pubbliche come in via_________.

Alcuni di questi reperti censiti a Strongoli e nella sua campagna sono a ricordo di particolari avvenimenti che hanno distinto la vita e le vicende della comunità.
Altri, più legati alla trama viaria, accompagnavano con la loro presenza i viandanti insidiati dai pericoli delle strade del tempo.

Infine, altri ancora erano connessi alle processioni delle Rogazioni che si svolgevano lungo le strade della campagna e con le quali si chiedeva la protezione sulle persone e sui raccolti quasi continuando i riti delle antiche celebrazioni pagane (vedi edicola località Pietra Grossa). La ridotta consistenza numerica dei reperti strongolesi e la loro stessa modestia stanno ad indicare, oltre alla marginalità del contesto, già enunciata, una realtà di contraddizione in cui insieme a "opere" pubbliche o private di notevole importanza, realizzate nel territorio nel corso dei secoli, è esistito ed esiste un atteggiamento ben diverso nei riguardi delle piccole "opere" e della loro conservazione.

Nel nostro comune numerose sono le edicole sacre che si affacciano sulla via, sia in ambito urbano che rurale, per una tradizione ininterrotta da secoli e ancora molto viva, tanto che è frequente trovarvi dei fiori, modesto omaggio che manifesta un’assidua devozione verso l'immagine che vi è raffigurata.
Dalla nostra gente vengono individuate con vari nomi, icone (quasi esclusivamente in ambiente urbano), maestà, cappellette, Madonne, Madonneddra i Jirimuntu, e più frequentemente pinture o pinturette, indicandone con il nome la tipologia. Esistono infatti diversi manufatti con analoga funzione e il linguaggio dialettale, più povero di vocaboli della lingua, in questo caso ne è sufficientemente prodigo e con termini precisi. I vocaboli Madonna o pintura e i rispettivi diminutivi indicavano invece i soggetti dipinti, ed è caratteristica delle edicole locali la raffigurazione della Madonna con Bambino, con vari santi oggetto della devozione popolare locale.

Alcune edicole sono state erette come ex-voto, a ricordo del committente che aveva ricevuto una grazia, come la guarigione da una infermità o uno scampato pericolo.

Vogliamo ricordare due  edicole molto importanti per la storia locale e non solo. Quella della Vigna principe ( vedi scheda) e quella di Vergadoro.

Quanto ale edicole, a seguito delle numerose trasformazioni degli edifici e per deviazioni e ampliamenti delle strade, molte hanno perso la motivazione della loro origine, anche se talvolta rimangono come unica testimonianza dell'antico assetto territoriale. Le più antiche, quelle a cui si può attribuire una "funzione" pubblica, si potrebbero far risalire alla tradizione pagana, per invocare sui viandanti la protezione della divinità e poste quindi lungo le strade, a protezione del crocicchio.
Nel bivio era infatti necessaria l'assistenza della divinità per guidare il viandante a scegliere la strada giusta e per proteggerlo da brutti incontri. L'eventuale lucerna, visibile da lontano nel buio della notte, era anche un sicuro punto di riferimento e di orientamento. Quando la religione cristiana si è sostituita ai culti pagani, gli edifici sacri, templi ed edicole, hanno ospitato le nuove divinità, ed è molto suggestiva l'ipotesi che alcune edicole delle nostre campagne siano state più volte rimaneggiate o addirittura ricostruite sulle fondamenta di tempietti che antichi abitatori di queste terre avevano eretto all'incrocio delle loro strade. Potrebbero avere questa origine alcune edicole a base quadrata ubicate a mezza costa, all'incrocio di antiche strade romane con percorsi naturali di cresta o di valle. Anche la chiesetta di Vergadoro potrebbe avere una remota origine pagana.

Gianni Bova

 

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