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I LEGGENDARI

I LEGGENDARI

Sono gli anni sessanta.

L’amore per la musica fa incontrare, a Strongoli, due ragazzi: Tommaso Gallina e Raffaele Frustaci che, ben presto, cominciano a ipotizzare la formazione di un “complessino” locale.

A Crotone sono già in auge gli “Apache”, a Cirò i “Ciro’s”.

Nei pressi della piazza, cuore palpitante della vita strongolese dell’epoca, abita un ragazzo che come loro ama i Beatles e i Rolling Stones, lo contattano e …. nascono “I Leggendari”:

v  Tommaso Gallina, chitarra solista e seconda voce

v  Raffaele Frustaci, voce solista e batterista

v  Gianni Scida, seconda voce e chitarra d’accompagnamento. 

Gli inizi, si sa, sono duri ma “i nostri” sono caparbi, pieni di entusiasmo e di belle speranze e poco importa se leprime prove, nel garage di Raffaele, sono all’insegna di alcune chitarre sgangherate e di due o tre pentole di alluminio, corredate da altrettanti cucchiai in legno, che fungono da batteria.

Sono studenti o apprendisti, le disponibilità finanziarie sono minime e spesso non c’è la possibilità di poter comprare gli spartiti musicali  (F O T O spartiti)  e allora si chiedono in prestito i 33 o i 45 giri

   (FOTO dischi) (dischi in vinile) da cui Gianni comincia ad estrapolare gli accordi e le note dando, poi, inizio alle prove singole e di gruppo, fino ad ottenere il risultato prefissato.

I genitori, inizialmente scettici, cominciano a credere in loro tanto da indebitarsi per comprare gli strumenti e

il sacerdote Don Nicodemo Pignatari  si fa garante per l’acquisto dell’amplificazione.

Tutte le sere, giorno dopo giorno, gruppi di ragazzini e giovani incuriositi chiedono invano di poter entrare e si accalcano dietro la porta del garage per sentire “le prove”, ne parlano a casa, li seguono per le strade acclamandoli. 

I vecchietti,  lungo le strade, non riescono a capire. (FOTO di vecchietti)

L’esordio avviene in piazza Vinci , a Strongoli, in qualità di ospiti del complesso “The Leones”.

I Leggendari eseguono solo tre canzoni tra cui “La casa del sole”.

Altra esibizione all’Arena (cinema all’aperto) del Professor Giuseppe Del Gaudio.

La consacrazione del gruppo avviene  nel cinema del “Cavaleru”, gremito all’inverosimile, il 27 novembre 1966.     (FOTO cinema)

La gente si rende conto che suonano bene ma, soprattutto, che cantano magistralmente.

Le tre voci, in effetti, creano una atmosfera accattivante, magica. Le canzoni dei Dik Dik, dei Camaleonti, dell’Equipe 84, dei Nomadi, dei Procul Harum, degli Aphrodite’s child, dei Beach Boys, di Gianni Morandi ecc., interpretate da loro diventano “leggendarie” ed è così che nasce la “leggenda”.

Al gruppo storico dei tre si aggiungono ben presto un organista, Gianni Bova, ed un bassista di San Nicola Dell’Alto, Mario De Simone.    (FOTO)

Problemi vari costringono questi ultimi ad abbandonare il gruppo ed il loro posto viene preso da Tommaso De Fonte di Crotone, alla tastiera, e da  Pietro Lagona, al basso.   (FOTO)

Nel frattempo nasce a Strongoli un altro complesso, “I Rubacuori” (FOTO)  (Vincenzo Calizzi cantante, Michele Fazio, Pergola Pietro e Greco Giuseppe alle chitarre, Gelasio Piscitelli alla batteria) che ben presto prenderà il nome di “ I Cheyenne”. (FOTO)

Nelle “rughe” (rioni) del paese i fans  discutono animatamente sulla presunta superiorità  degli uni sugli altri litigando e venendo spesso alle mani.

I vecchietti continuano a  non capire,  e non capiranno fino alla Festa di Agosto del 1967.

Festa memorabile.

I Cheyenne e i Leggendari   si alternano sul palco.

I primi giocano una carta importante, fanno esibire con loro il “Celentano”strongolese Pino Barletta.

La sua voce incanta.

Quando intona “Il ragazzo della via Gluck”gli applausi scrosciano, i Leggendari temono.

Ma una volta sul palco con la loro inconfondibile divisa, (FOTO divisa) pantalone nero a zampa di elefante, camicia nera con volants verdi, gilet turchese bordato di nero e con bottoni neri, i loro fans vanno in delirio. Il sortilegio si rompe. La loro classe, la loro musica e le loro voci ammaliano il pubblico che, prodigo di applausi, accompagna e scandisce col battito delle mani il ritmo delle  loro canzoni.

E’ l’ennesimo successo.

I vecchietti seduti sulle sedie portate da casa,  ora, cominciano a capire.

Ben presto i Cheyenne si sciolgono e il loro batterista, Gelasio Piscitelli, viene accolto dai Leggendari. Alcuni componenti dei “Cheyenne”danno vita ad un altro complesso “The Rangers” con degli elementi nuovi ( Franco Valente alla batteria, Gennaro Lucente e Salvatore Calizzi alle chitarre) che sostituiscono Michele Fazio e Pergola Giuseppe costretti ad emigrare.

Raffaele Frustaci, non suonando più, interpreta sempre meglio le sue canzoni mentre Peppe Zito, altra voce solista, viene acclamato come il Mino Reitano locale. Quest’ultimo partecipa a numerosi concorsi (Foto) riscuotendo grande successo.

E’ il momento d’oro del gruppo. Ce n’è per tutti i generi e per tutti i gusti. La fama del complesso di Strongoli si diffonde sempre più. Le feste di molti paesi,  in provincia e fuori,  vengono allietate da loro.

I vecchietti hanno ormai  un argomento in più di cui parlare.

………..“ Hanno comprato pure il pulmino” , “Stanno andando a Rocca di Neto , a Cariati, a Crotone,  a Carfizzi, a Pietrapaola, a Scala Coeli, a Gizzeria, a Limbadi……”

“Ma dove si trovano questi paesi?” “A che ora rientrano a Strongoli?” “I genitori non dicono nulla?”…..

Le piazze dei paesi sono in realtà raggiunte con un pulmino preso in fitto che  viene, all’occorrenza, allestito con nastro adesivo riportante il nome del gruppo a caratteri cubitali.    (FOTO pulmino)     

E’ il pulmino di “Zù Guerino Battaglia” inizialmente da lui guidato  finché Raffaele, fornito di patente, si sobbarca questo onere.

Vari sono i presentatori del complesso. Gigino Fezza , Michele Alviggi  e  Gianfranco Mazzoccoli che, ben presto, diventa il loro manager.

Le quotazioni del gruppo salgono quando uno strano individuo nomade, un certo Eric di nazionalità olandese capitato a Strongoli per caso, dopo averli ascoltati, si propone come impresario.

Il consulto dei Leggendari è concitato. I pareri contrastanti.

Quello straniero alto e dinoccolato  con la barba lunga e incolta, il  pulmino nero, il modo lugubre di vestire non ispira certo fiducia, ma Eric è un tipo   affascinante che sicuramente riuscirà  a ipnotizzare i comitati delle feste…..  si accetta  e i contratti fioccano.

Tutto procede per il meglio per lungo tempo.

 Domani sera festa in piazza a Scala Coeli”, dice un giorno come è sua abitudine, e i Leggendari partono come sempre, con entusiasmo, il pulmino, la strumentazione e rispondendo al saluto caloroso dei vecchietti, ma arrivati sul posto scoprono amaramente che la festa c’è già stata la sera precedente.

Da quella volta non lo vedranno  più.

Eric scompare per sempre avvolto nel mistero, nella leggenda.

 Negli anni sessanta sono spesso gli universitari e i diplomandi  ad organizzare delle feste e i Leggendari non possono mancare. (Manifesto + Documento di Cariati)

Alle feste di matrimonio, in casa o nei locali pubblici, vengono sempre richiesti. (FOTO)

Vanno di moda in questo periodo le Feste dell’Unità ed i Leggendari sono sempre presenti. FOTO

Ed anche quando, nel 1968, a Strongoli non si fa la festa della Madonna delle Grazie, i Leggendari diventano, per tutto il mese di agosto,  l’attrazione del Lido di Antonio Sculco alla Marina.

Sulle note delle loro magiche atmosfere musicali si balla tutte le sere.

Va di moda il ballo del mattone ed una coppia di turisti del nord, una sera, lo balla adeguatamente.

La loro performance  suscita però l’indignazione di alcuni dei numerosi curiosi che affollano il locale che  fanno intervenire il gestore. La coppia continua imperturbabile ad onorare il ballo per come si deve, ma l’ennesimo avviso induce la ragazza a mollare un sonoro ceffone al fratello del gestore.

E’ l’inizio di una zuffa incredibile.

I leggendari salvano a stento la strumentazione. Al ritorno della calma si pensa al perché, al come, al quando.

Quando? I Leggendari avevano appena iniziato a cantare  “Canzone per te” di Sergio Endrigo  che testualmente recita :“La festa appena cominciata è già finita”

 A lungo  anche i vecchietti citeranno questi versi vedendo i Leggendari passeggiare in gruppo per le strade del paese con l’immancabile appendice dei ragazzini festanti.

I “nostri” riescono a realizzare anche un sogno:  la fondazione del Club dei Leggendari dove si balla ogni sabato pomeriggio, previo esibizione della tessera. (FOTO tessera)

Le ragazze sono ostacolate dai genitori poiché non è da persone per bene andare a ballare lontano dai loro occhi vigili.

Ci sono liti tremende nelle case, ma molte di esse alla fine la spuntano aggiungendo così un altro tassello alla loro emancipazione. Il Club diventa  per loro un appuntamento irrinunciabile pur sapendo di essere additate dai soliti benpensanti.

Trasgredendo le regole della realtà paesana si uniscono al gruppo come cantanti due ragazze strongolesi: Maria Chiarotti e Luciana Carbone  e, di tanto in tanto, una ragazza di Crotone che compare sui manifesti sotto lo pseudonimo di Elena Braun.

All’inizio degli anni ’70 motivi di lavoro e di studio portano, inevitabilmente, allo scioglimento del gruppo.

Ma d’estate al lido “La Playa” dei fratelli De Simone e durante le feste natalizie filmato i “nostri”  sono sempre presenti ad organizzare e ad allietare con la loro musica e le loro voci le varie ricorrenze.

Gli elementi del gruppo storico spesso vengono affiancati da altri validissimi elementi: Gennarino Lucente alla chitarra basso, Roberto Mingrone alla tastiera e Giuseppe Giglio, meglio conosciuto come José, in qualità di cantante.  Questi ultimi elementi portano linfa nuova al complesso che continua ad essere richiesto ed acclamato.

Dal 1972 il gruppo non si esibisce più.

Oggi il loro nome è indelebilmente impresso nella mente di tutti gli Strongolesi di una certa età che, passando in rassegna con un pizzico di nostalgia i mitici anni 60, rivedono sul palco della “Motta” o per le vie del centro storico questi ragazzi semplici che hanno sconvolto la vita del paese, dandogli  un momento di gloria.

I vecchietti seduti lungo le strade ormai non ci sono più, ma ………..la leggenda continua.

 

 

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